DOMANDA
Gentile Dottor ,
sono la mamma di Tancredi, 9 anni e mezzo, disprattico.
La diagnosi é stata fatta nel novembre del 2010 a Roma, la maggior esperta italiana sull’argomento.
Purtroppo presso la USL di appartenenza, che ha avuto in carico Tancredi a partire dai 3 anni e mezzo, la disagnosi non é stata fatta correttamente.
Abbiamo perso tempo e siamo entrati in un circolo molto doloroso di perchè senza risposte.
A Roma sono arrivata di mia iniziativa.
Dopo tanto cercare ho capito da sola quale era il problema di mio figlio.
Purtroppo non mi ero sbagliata, ma la diagnosi di grave disprassia generalizzata è stata un trauma.
Anche la rabbia è stata enorme perché in questi casi una corretta diagnosi è fondamentale.
Però ora molti perché hanno trovato una risposta.
Adesso sappiamo in che direzione andare.
Il nostro é un bellissimo bambino, siamo con tutte le nostre forze al suo fianco, ma è tutto molto faticoso e io sono sfinita.
In occasione del Congresso sulla Disprassia organizzato dall’Associazione Italiana Disprassia Età Evolutiva – AIDEE – di cui faccio parte, che si è tenuto a Roma il 29 maggio 2011, i genitori hanno chiesto se la supplementazione nutrizionale a base di acidi grassi essenziali fosse una valida via percorribile.
Purtroppo siamo rimasti al momento senza risposta.
Peraltro le ultime ricerche, in particolare il recente Oxford-Durham Study, hanno mostrato interessanti risultati nell’integrazione con Omega-
RISPOSTA
Gentile Signora,
il ruolo che svolgono alcuni derivati degli acidi grassi a lunga catena sulla “fluidità” delle membrane del sistema nervoso centrale è ben noto allo specialista neuropsichiatra infantile che ha in cura Tancredi. Sarà lui, che conosce il bambino, a decidere opportunità, tempi e modi di supplementazione eventuale con DHA : segua le sue indicazioni! Un augurio ed un cordiale saluto, Marcello Giovannini