tachicardia parossistica ed extrasistoli

    DOMANDA

    Ho 60 anni e da 40 sono soggetto ad extrasisolia e tachicardia parossistica, quest’ultima mai documenata elettrocardiograficamente per la brevità degli episodi( 10-15 mminuti).Ultimamente ho avuto un episodio che é durato circa un’ora con tendenza allo svenimento, ma, essendo solo, non ho potuto recarmi in un pronto soccorso. Sono preoccupato perchè se mi fosse successo quando nuoto al largo,cosa che amo fare,difficilmente sarei riuscito a guadagnare la riva.Premesso che non sono affetto da altre patologie, la mia richiesta é la seguente: è possibile individuare i focolai da sottoporre ad ablazione anche senza aver documentato le crisi? Inoltre,può darmi qualche dettaglio sulla tecnica di localizzazione del tessuto da folgorare e dirmi se vi sono rischi o controidicazioni, nonché la durata del ricovero e i tempi medi di guarigione?

    Grazie

    RISPOSTA

    Gentile signore,

    sarebbe possibile effettuare uno studio elettrofisiologico , nel tentativo di indurre la sua aruitmia clinica. In quel contesto è possibile, sempre con un catetere introdotto attraverso i vasi sanguigni della gamba, “bruciare” la porzione di cuore responsabile di questo corto-circuito, ma le modalità dell’ablazione dipendono dall’aritmia che viene diagnosticata. Mediamente le degenze durano alcuni giorni, da 3 a 4. Anche la durata della guarigione, i rischi della procedura (non eisstono controindicazioni assolute all’ablazione) dipendono dalla tipologia di aritmia che viene riscontrata.

    Distinti saluti

    Dr. Paolo Della Bella