DOMANDA
Buonasera, mio marito ha avuto un episodio di tachicardia arrivata in fase acuta a 300 battiti al minuto cercato di bloccarla con i farmaci e con due cardioversioni non riuscite e poi ricoverato in UTIC dove la tachicardia persisteva poi e’ stato somministtrato propafenone per vena con progressivo rallentamento e ripristino di ritmo sinusale dopo un episodio di vomito. Lo studio eletrofisiologico ha indotto una tachicardia ventricolare monomorfa originate dal tratto di eflusso del ventricolo destro non responsiva allìablazione ma regredita solo con somministrazione di fleichenide.Dimesso dopo sei mesi si e’ ripresentata a 150 battiti e portata stabile con la cardioinversione eletrica andata a buon fine ora i medici suggeriscono un ablazione entrando dal torace per controllare la parte esterna del cuore. Non sono stati valutati fattori tipo tiroide o gastrici con l’aumento del metaprorolo da 50 a 100 per 2 volte al di e fleicainide 2 volte al di sembra stabile con assenza di episodi sintomatici cosa mi consiglia di provare questa operazione che mi dicono di alto rischi o cosa? La ringrazio per l’interessamento cordiali saluti
RISPOSTA
La tachicardia ventricolare del tratto di efflusso del ventricolo dx è suscettibile di ablazione con l’uso di poligrafi 3D.
Mi è molto difficile darle un consiglio anche e perchè avrei bisogno di una buona documentazione clinica per espriomere un parere.
Suo marito ha fatto una coronarografia? Io personalmente preferisco prima di agire solo sulla TV fare una diagnosi il più preciso posibile