DOMANDA
Salve. Ho 48 anni. Di recente ho avuto contatti con soggetti conviventi di un ammalato di tubercolosi attiva e sono stato sottoposto a test mantouax risultato (per me dubbio poiché l’indurimento misurava 15mm) ma refertato solo come negativo; il secondo test dopo 65 giorni è risultante invece Positivo. Inutile è stata la mia richiesta al medico di avere una diagnosi descrittiva della reazione. Ho misurato approssimativamente l’indurimento che era poco meno di 20mm. (ho utilizzato una biro per tracciarne i limiti) Ho eseguito un RX al torace che è stato tutto negativo. Le chiedo:
come mai a distanza di 60 gg. il primo test negativo e l’altro positivo?
la informo che nel 2005 ero positivo al tine test, motivo percui mi aspettavo una positivita al primo test mantoux.
dovrò fare la profilassi che mi terrorizzano gli effetti collaterali?
che significa tutto ciò? la prego di comunicare tutte le informazioni che riterrà. Codiali saluti
RISPOSTA
L’intradermoreazione secondo Mantoux viene praticata iniettando intraderma 5 UT -Unità Tubercoliniche- di un estratto di tubercilina estratta da mycobacterium tuberculosis varietas hominis purificata (PPD, Purified Protein Derivative). La lettura del test è fatta a 72 ore con la misura del diametro dell’ispessimento dermico intorno al punto di inoculum.
La reazione è classificata:
diametro < 2 mm = negativo
diametro tra 2-4mm = dubbio
diametro > di 5 mm =positivo.
Il significato delle intradermoreazioni Tine test, e Mantoux è il seguente. La probabilità statistica di inalare bacilli di Kock nell’aria che si respira è una funzione complessa che riguarda il livello socio economico della popolazione, il tipo di abitazione, le frequentazioni, il tempo trascorso dalla nascita; più sono gli anni vissuti maggiore è la probabilità di essere venuti a contatto con il B. di Kock e di avere avuto l’infezione. Questo primo contatto determina una reazione difensiva dell’organismo umano che viene definito “complesso primario” e che coincide con la risposta tissutale cellulo-mediata al PPD.
Il passaggio da complesso primario-prima infezione a malattia oltre a comportare i egni clinici della malattia è anche documentabile con la radiografia del polmone ed è determinato da una esposizione a cariche infettanti elevate e ricorrenti come può accadere a chi è a stretto contatto con un malato di forma polmonare aperta. Nel passaggio da infezione a malattia giocano un ruolo importante anche le abitudini di vita, lo stato nutrizionale o malattie virale ricorrenti o croniche come HIV, fortemente prostanti il sistema immunitario.
Il suo test, per la mia esperienza, è tra il dubbio ed il leggermente positivo. Non ritengo che Lei debba fare altro. Soprattutto non si preoccupi! Molto cordialmente Fausto Orecchio