terapia per sindrome tremore familiare

    DOMANDA

    gent.mo Prof, mi chiamo paolo e sono un insegnante di educazione fisica di 54 anni. 3 anni orsono, a seguito dell’assunzione di un farmaco (bioimmunil)ho incominciato a registrare una perdita di sensibilità manifesta alla mano ed al braccio sx. ho iniziato un percorso di indagine medica sottoponendomi a tutta una serie di analisi ed esami strumentali <(elettromiografia , RNM cerebrale, RNM cerebrale con contrasto , scintigrafia cerebrale con contrasto)che hanno evidenziato nella analisi del medico neurologo del 2010 "Famigliarità per PD.Da alcuni anni ha movimenti involontari alla mano sx che ricordano il"fare pillole".mostra una attività ritmica a 6HZ anche se non si riesce ad individuare una coattivazione reciproca sugli antagonisti, resta il sospetto di un tremore all'esordio" La DAT SCan del mese successivo rileva:una netta asimmetria di captazione ai nuclei della base (ridotta a dx)coerente con il quadro. Il paziente chiarisce che il defunto padre soffriva di una forma tremorigena poco invalidante che rispondeva all terapia medica (Madopar, Sinemet)". Poichè nell'ultimo anno il tremore alla mano sx ha avuto episodi sempre più frequenti e marcati(anche notturni), associati spesso ad un movimento dell'arto inferiore sx "gamba che balla" ho deciso di chiedere ad ella un consiglio per capire se effettivamente sia giunto il momento di iniziare una terapia farmacologica appropriata. quale terapia? Sono intenzionato a sottoporle personalmente il mio caso. cordiali saluti

    RISPOSTA

    Conviene trattare la malattia di Parkinson anche nella fase iniziale, certamente con dosi basse di farmaci, anche per consentire una prognosi migliore.
    Alberto Albanese