DOMANDA
Salve dottore,
a mio padre, 72 anni, dopo essere stato sottoposto ad aprile, per la terza volta, ad intervento di angioplastica e impianto stent, è stato prescritto per la terapia domiciliare, tra gli altri farmaci, il ticagrelor (brilique), ma questo farmaco gli ha portato difficoltà respiratoria e senso di soffocamento, di conseguenza è ritornato al clopidogrel (plavix) medicinale che prendeva prima e tollera bene. Dunque , volevo chiederle dato che ho letto che il tricagrelor è più elevato del clopidogrel, avrà effetti negativi sostanziosi l’ averlo sostituito? Mio padre deve sottoporsi a nuova visita di controllo, il prossimo aprile, cosi ci è stato detto quando è stato dimesso, e perciò mi premeva sapere se è consigliato che prenda il clopidogrel fino a quella data. Grazie mille dottore. Per la sua prossima risposta e per aver rimesso in piedi mio padre per ben due volte da situazioni davvero molto complesse!
RISPOSTA
gentile lettore la
ringrazio per la stima dimostrata nei miei confronti e sono lieto di essere
stato di aiuto alla sua famiglia. In effetti le devo confermare quanto da lei
letto: l’inibizione dell’aggregazione piastrinica ottenuta con ticagrelor
(brilique) è più efficace di quella con clopidogrel (Plavix) per diversi motivi:
si instaura più rapidamente, risulta più omogenea e raggiunge livelli più
elevati, questi dati sono stati dimostrati dallo studio PLATO. Tra gli effetti
collaterali del farmaco sono però da menzionare i sintomi che ha riferito: la
dispnea (non collegata a broncocostrizione né a congestione polmonare) e pause
ventricolari (< 3 sec), disturbi questi che generalmente tendono ad autolimitarsi
dopo la prima settimana e che non richiedono, nella maggioranza dei pazienti,
una sospensione del trattamento. Le consiglio, se si è resa necessaria la
sospensione del ticagrelor, di continuare comunque con l’assunzione della
doppia antiaggregazione con clopidogrel ed aspirina ed effettuare il controllo
cardiologico quando programmato, per poi stabilire la successiva terapia, a
meno che non sopraggiungano nuovi sintomi.