DOMANDA
Buon giorno, presento subito il problema. Età 71. Nel 2012 PSA normale. Poi però: 3/2013 tPSA 8 seguito da TAVANICA 500 mg per 15 gg – 4/2013 tPSA 10 – 5/2013 BIOPSIA NEGATIVA (12 prelievi) – 8/2013 tPSA 14 – 11/2013 BIOPSIA NEGATIVA (20 prelievi) – 3/2014 tPSA 15 – 4/2014 RISONANZA MAGNETICA – 5/2014 BIOPSIA MIRATA NEGATIVA (20 prelievi) – 7/2014 tPSA 19 – 10/2014 RISONANZA MAGNETICA. Da quando il tPSA è aumentato il fPSA è rimasto intorno a 2-3 e il rapporto fPSA/tPSA tra i 16 e 20. L`ultima RISONANZA sarebbe dovuta essere rettale, ma alla fine è stata fatta normale?! Ancora non ho ben capito perchè!
Minzione non perfetta ma abbastanza normale per l`età.
All`ultima visita urologica con visita anale classica, al tatto non risultano noduli. Mi sono quindi rivolto a 2 medici. Secondo il primo è meglio aspettare e in caso provare a fare una ultima biopsia. Il secondo medico invece consiglia vivamente di fare il raschiamento.
DOMANDE: Vale la pena fare la risonanza transrettale? Quali sono le conseguenze negative del raschiamento? Progensa PCA 3?
Altri consigli, interventi meno invasivi sono ovviamente preferiti a quelli invasivi.
Ringrazio in anticipo.
Cordialmente. 🙂
RISPOSTA
Buongiorno,
un aumento del PSA non necessariamente e’ dovuto ad un tumore della prostata ma più’ comunemente può’ essere determinato da una iperplasia prostatica in progressione.
Se il paziente presenta una prostata con volume superiore a 40cc, ed un progressivo aumento del PSA nonostante ripetute biopsie negative per tumore, dovrebbe iniziare una terapia per l’iperplasia prostatica in progressione, rappresentata da un inibitore della 5 alfa reduttasi (finasteride o dutasteride). E’ una terapia cronica che bloccando la progressione dell’IPB blocca una eventuale produzione del PSA ad esso correlato.
Quindi in un caso come quello descritto il paziente inizia dutasteride o finasteride e ripete il PSA a 3 e 6 mesi . In genere il PSA si riduce. A sei mesi si raggiunge un nuovo valore del PSA che sarà’ quello nuovo di riferimento del paziente. Se ai controlli successivi (ogni 3-6 mesi) il PSA non aumenta rispetto a tale valore, generalmente il rischio di tumore e’ limitato e non si ripetono biopsie. Se invece si ha un aumento del PSA nonostante la terapia allora si raccomanda la ripetizione della biopsia prostatica.
Buona giornata
Prof Alessandro Sciarra
Coordinatore Prostate Cancer Unit
Policlinico Umberto I
Universita’ Sapienza di Roma