DOMANDA
Buongiorno Professore,
Le scrivo per chiedere un parere professionale sullo scenario che si è aperto davanti a me e mia moglie.
Premetto che mia moglie è entrata in dialisi presso l’ospedale di Parma, da giugno 2010 e dallo stesso periodo è entrata in lista di attesa di rene da cadavere.
Dopo aver verificato che il padre 73enne non era idoneo alla donazione da vivente, le due soluzioni che sono rimaste per il trapianto da vivente sono la sorella 45enne compatibile e io (il marito 42 anni) non compatibile.
Lasciando al momento perdere la parte psicologica, vorrei sapere tecnicamente che differenze ci sono tra la mia donazione di rene non compatibile e quello della sorella compatibile.
Perchè da parte mia non c’è nessuna remora solo che per l’amore che provo per mia moglie vorrei che si arrivesse alla migliore scelta per lei.
So che è una risposta delicata ma anche per noi
avere un parere in più in momenti cosi delicati
ci può dare maggiore coraggio.
Cordialmente.
RISPOSTA
Ognuno di noi ha carattersitiche genetiche particolari che fanno sì che ogni individuo sia sostanzialmente diverso dagli altri, pur condividendo molte caratteristiche. Il nostro organismo è in grado di riconoscere ciò che gli è estraneo e di preparare una risposta di “difesa” che porta alla distruzione dell’elemento che non riconosce come proprio (questo è per esempio quello che succede con i virus o i batteri responsabili delle infezioni).Quando si trapianta un organo da un soggetto ad un altro questo viene appunto riconosciuto come “estrneo” e si attiva una risposta immunitaria che prende il nome di RIGETTO che porta alla distruzione dell’organo trapiantato. Per impedirla sono stati messi a punto in questi anni farmaci antirigetto che bloccano i meccansismi che sono alla base di questa risposta, proteggono l’organo trapiantato e ne consentono il funzionamento. Questa risposta è tanto più grave quanto più sono diversi i due soggetti (chi dona l’organo e chi lo riceve): può non esserci se i due soggetti sono gemelli e quindi hanno le stesse carattersitiche genetiche, è meno grave tra parenti (gentori o fratelli) perchè condividono parte del patrimonio genetico, è certamente più grave tra estranei (come mogli e mariti) perchè la probabilità che le carattersitiche genetiche siano simili è ovviamente molto bassa.
I farmaci antirigetto controllano questa risposta ma è evidente che questo effetto è tanto più sicuro quanto più sono compatibili i due soggetti. Ecco quindi perchè è preferibile eseguire il trapianto dalla sorella di sua moglie che è compatibile piuttosto che da lei che non lo è.
Spero di essere stato sufficientemente chiaro anche se non è facile esprimere concetti tanto complessi in poche righe, non esiti quindi a contattarmi se avesse ancora dubbi o necessità di altri chiarimenti.
Cordiali saluti,
Giuseppe Remuzzi