DOMANDA
Egr. Dott. Brocchetta,
ho letto dell’intervento da lei realizzato a dicembre 2014 sulla sua paziente di 37 anni. A distanza di oltre un anno è possibile sapere come è stato il decorso riabilitativo e funzionale di questo caso?
Ho 35 anni, causa traumi (meniscectomia nel 2000) e attività sportiva ho un ginocchio con artrosi avanzata. Vivo tuttora per l’attività sportiva (tra le mie attività figura anche quella di maestro di sci alpino).
Ho subito un trapianto di menisco lo scorso anno, ma la funzionalità dell’articolazione è peggiorata (anche se il dolore da condropatia è diminuito).
Un trapianto come quello da lei effettuato (con tutte le circostanze e variabili del caso) può essere considerato una valida alternativa all’impianto protesico compartimentale/totale oppure risulta solo essere un’ultima spiaggia per chi, come la sua paziente, non potesse più orientarsi verso la protesi classica?
Ringrazio in anticipo per un’eventuale cortese risposta.
Buona giornata,
Andrea
RISPOSTA
Buon giorno. Il trapianto di ginocchio deve essere considerato come “ultima spiaggia”. Per ora l’indicazione non può essere estesa. A distanza di 21 mesi dall’intervento non è possibile esprimere una valutazione definitiva nonostante la Paziente da me sentita telefonicamente proprio oggi non avverta alcun dolore.
Da ciò che scrive, credo, (naturalmente con le dovute cautele non avendo mai visitato Lei e non avendo visto nessun accertamento), che l’intervento più appropriato al Suo caso, sia una portesi monocompartimentale. Il consiglio è quello di rivolgersi a chi abbia una notevole esperienza in questo tipo di intervento.
Grazie, buona gironata.
D.S. Brocchetta