Trattamento dopo prostatectomia radicale

    DOMANDA

    Ho 73 anni,non prendo farmaci,faccio regolarmente attività sportiva e mi sarei sentito in ottima salute se, nell’aprile 2012, non mi fossi dovuto sottoporre a prostatectomia radicale robotica -con asportazione delle vescichette seminali- per un carcinoma acinare gleason 3+3, psa tot.5,5, psa libero 8,2; la diagnosi del materiale analizzato ha rivelato purtroppo che la neoplasia coinvolgeva anche il margine chirurgico “in sede laterale ed apicale” (non le vescichette e gli stromi extra-prostatici).Il mio psa è così aumentato: primo mese=0,03;dopo 5 mesi=0’09;dopo 9 mesi=0,22. Attualmente ho ripreso tutte le mie attività e starei bene(resta qualche problema per l’erezione) ma, per la prospettiva di una ripresa della malattia, mi è stato prescritto un ciclo di radioterapia.Se ho capito bene, questo trattamento presenta diversi effetti secondari e anche l’inconveniente di non poter essere ripetuto in caso di necessità futura; sembrerebbe che in seguito,all’occorrenza,si dovrebbe ricorrere al trattamento ormonale.Se queste premesse sono esatte, le chiedo se nel mio caso ritiene che si possa ricorrere a trattamenti meno invasivi,magari ripetibili; ho letto qualcosa sulla brachiterapia, sull’HIFU ed altre tecniche certamente meno sperimentate ma, apparentemente, meno rischiose della radioterapia. Eventualmente,se del caso,mi sarebbe utile sapere dove rivolgermi per un trattamento alternativo. La ringrazio per la cortese attenzione e resto in attesa di un suo parere. Distinti salut

    RISPOSTA

    Carissimo,
    il trattamento standard di salvataggio dopo ripresa biochimica e sospetta recidiva locale di malattia successiva a pristatectomia radicale, come nel suo caso, resta ad oggi la radioterapia, tanto più efficace quanto più precocemente viene effettuata. In particolare la raccomandazione dei radioterappisti oncologi è di eseguire il trattamento prima che il PSA arrivi a 1 ng/ml, perchèoltre taòe soglia l’efficacia è minore. HIFU e crioterapia sono trattamenti possibili, come salvataggio, ma di norma dopo fallimento della radioterapia, quindi con prostata ancora in sede. Nel suo caso invece non c’è un bersaglio identificabile che possa essere trattato (in alcuni rari casi è possibile eseguire l’HIFUsu una recidva locale macroscopica visibile ecograficamete). Considerato che lei non h eseguito una radioterapia adiuvate postoperatoria immediata, la scelta della radioterapia di salvataggio resta ad oggi quella suggerita dalla maggior parte degli autori e delle linee guida.