DOMANDA
Buongiorno dott. Parmigiani, mio figlio è nato alla 39° settimana, parto naturale, tre giri di cordone, usato ossigeno. Apgar 9 al 5° minuto (manca il valore del 1° minuto sulla cartella clinica)
Al 2° giorno compare ittero, che cresce fino a 16,2 il 6°giorno. valore 14,8 l’8° giorno. Dimesso il 9°giorno con 10,2.
Trattamento: solo fototerapia (luce blu) ma solo sulla schiena (braccia e gambe erano coperte da tuta in ciniglia)
Era giugno e faceva un gran caldo, ma non mi hanno permesso di allattarlo più di 6 volte al giorno(né con latte mio, né con quello artificiale) Divieto dovuto NON A MOTIVO TERAPEUTICO MA A REGOLAMENTO DELLA NURSERY. Dopo due mesi abbiamo fatto la prima visita neuropsichiatrica per braccia rigide e pugni chiusi e introflessi. Ha raggiunto la posizione seduta all’8° mese, gattonato a 14, camminato a 17. Dai 14 mesi in poi ha detto le prime parole, fino a arrivare ai 19 mesi con un vocabolario di oltre 80parole. Non indicava, ma salutava, tirava baci, diceva il nome di quello che voleva (pappa, acqua, musica, ecc…) Regressione a due anni: non era più capace di camminare né di parlare. Ricovero a Stella Maris, TUTTI gli esami sono negativi. Da un anno fa psicomotricità. Ora mio figlio compie 3 anni, la diagnosi è disprassia grave, certificato disabile. Vorrei avere un suo parere sul trattamento dell’ittero, che è l’unico problema di salute che ha avuto. Vorrei anche la sua opinione -se possibile- su cosa possa essere successo. Grazie sentitamente.
RISPOSTA
Gentile Signora, rispondo in primo luogo alla domanda sull’ittero. I valori di bilirubinemia totale raggiunti dal suo bambino non mi sembrano in grado di provocare danno cerebrale; infatti il valore max di 16,2 mg/dl in 6° giorno può considerarsi nei limiti della norma in un neonato stabile. La fototerapia non necessita di ampie aree corporee per agire poichè il suo effetto raggiunge un massimo che non è superabile con una esposizione maggiore di cute e, poichè i valori non erano alti, nel caso di suo figlio pare abbia avuto efficacia riducendo i valori di bilirubinemia in modo progressivo e costante.
Non so quali esami siano stati fatti, ma è importante valutare con la risonanza magnetica lo sviluppo della mielinizzazione, eventuali aree alterate a livello del corpo calloso o dei nuclei della base che possono essere in relazione con il parto o costituzionali. Sono altresì importanti l’indagine genetica e molecolare. La disprassia evolutiva di suo figlio ha avuto manifestazioni molto precoci che possono essere condivise con altre patologie neurologiche, spesso genetiche, che come tali vanno ricercate ed escluse.