DOMANDA
gent.mo dottore,mio padre(71 anni in buone condizioni generali) ha scoperto di avere un tumore al rene sinistro(al polo inferiore del rene di sinistra, nodulo34 mm di diametro,verosimile tumore a cellule chiare. non segni di invasione della vena renale omolaterale. Non idronefrosi). Abbiamo fatto scintigrafia ossea e radiografia ai polmoni per scongiurare eventuali metastasi ed il dott che ha in cura mio padre ha detto che il tumore è verosimilmente ancora incapsulato(T1).Il dott, vista la posizione del tumore,reputa necessario rimovuore tutto il rene sinistro e dice che non dobbiamo troppo preoccuparci perchè il rene destro in futuro compenserà.Abbiamo, dunque, fatto una scintigrafia renale dalla quale però è emerso che il rene dx partecipa della funzione renale al 39%, mentre quello sn al restante 61%.
ci domandiamo,rimuovendo il rene sinistro,l’altro rene con una funzionalità così bassa riuscirà a compensare? si può optare per un intervento conservativo del rene sn?
grazie mille
RISPOSTA
Gentile signora,
da quello che Lei scrive si deduce che il problema è un tumore localizzato al polo inferiore del rene sinistro, con questo rene che funziona più del rene destro.
Credo, e questo è in linea di massima l’orientamento generale, che se dal punto di vista chirurgico non vi sono ostacoli o problemi emergenti, sia pensabile in prima istanza orientarsi verso una chirurgia “di risparmio” del parenchima renale: a dire cioè che si “parte” per fare una resezione della parte che contiene il tumore lasciando in sede la parte sana residua del rene. Vi sono, poi, dei Centri in cui tale chirurgia, proprio per tumori localizzati per lo più in sede polare, viene eseguita per via laparoscopica, riducendo così la morbilità (“il peso”) dell’intervento stesso senza ovviamente compromettere i risultati oncologici.
In sintesi: la questione che Lei pone è corretta e credo si possa ragionevolmente pensare ad un intervento conservativo.
Cordiali saluti, Filiberto Zattoni