turp o laser?

    DOMANDA

    Le invio questa mail nella speranza di ricevere da Lei un consiglio.
    Sono di Genova e necessito di un intervento per IPB.
    Non mi riferisco a valutazioni ed indicazioni che possono solo essere
    fatte nel corso di una visita ed esaminando il risultato di esami mirati.
    Da settimane, come è mia consuetudine, mi sto documentando
    sull’argomento, leggendo articoli, documentazione medica italiana e
    internazionale, interventi dei più esperti medici urologi presenti che
    operano in Italia. E ciò di cui mi sono convinto, è che il fattore più
    importante, ciò che può fare la differenza è la mano del chirurgo.
    La precisione e l’attenzione con cui questo intervento viene eseguito.
    Temo molto le conseguenze negative di questo intervento, anch’esse
    copiosamente testimoniate sul web e sui vari siti.
    Da quello che ho appreso, preferirei una disostruzione eseguita con il
    laser, ma questa è una tecnica che alcune Strutture stanno abbandonando,
    per l’alto rischio di recidive e alterazione dei tessuti interessati.
    D’altro canto sono certe altre controindicazioni nella TURP, intervento
    da considerarsi senz’altro, mi pare, maggiormente invasivo, anche
    quando eseguito con il Da Vinci (eiaculazione retrograda, emorragie)
    Le chiedo, cortesemente, se può aiutarmi ad orientarmi.
    Cordiali saluti

    RISPOSTA

    Buongiorno
    C’e un po’ di confusione.
    Parliamo di un intervento per IPB non tumore. Quindi per forza deve essere di sostitutivo e non totale. Non esistono interventi totali per IPB ma solo per tumore. Il robot da vinci non e’ utile per questi interventi.
    L’approccio e’ necessariamente endoscopico o con anse tradizionali (turp) o con laser ma che asportino il tessuto ( holmium o Tullio).
    I risultati sono ottimi e generalmente gli effetti collaterali sono la perdita di eiaculazione.
    Più si ritarda più la sua vescica può subire un danno e dare un recupero meno brillante.
    La mano del chirurgo e’ sicuramente importante ma la tecnica e’ sicura.
    Prof Alessandro Sciarra
    Coordinatore Prostate Cancer Unit
    Policlinico Umberto I
    Università Sapienza
    Roma