DOMANDA
Gentile dott.ssa,
Vorrei approfittare per fugare un dubbio: come è possibile che l’esame di una losanga di cute (nevo avambraccio escisso + allargamento) possa passare da:
– esame istologico (osp. civile): nevo composto displastico con dislpasia di grado severo. la lesione è stata completamente escissa e i margini liberi.morfologia molecolare: HMB-45; MELAN-A; S-100; ciclina D1; Ki67 e CKAE1/AE3 confermano la diagnosi;
-I revisione (istituto derm.):la biopsia presenta una lesione melanocitaria interpretabile come nevo di spitz atipico.
– II revisione (I. tumori):proliferazione melan. a cellule fusate composta con severa atipia cito-architetturale.la diagnosi differenziale si pone tra una neoplasia melan. ad incerto potenziale di malignità tipo nevo di spitz a cellule fusate atipico ed un melanoma spitzoide.si favorisce, sulla base morfologica, la possibilità di melanoma di tipo spitzoide.
crescita verticale: presente; spessore: 0,75 Bres.; livello clark IV ; infiltrato linfocitico: assente; – ulcerazione: ass; pigm: moderata;regressione: ass; mitosi per mq: 0; Invasione vascolare perit.: ass; invasione perineurale: ass.; nevo associato: ass.; margini laterali: negat.; margine prof.:neg. immureatt: melan-a.
quanto sopra significa: “Se si trattasse di melanoma avrebbe quelle caratteristiche” o “si tratta di un melanoma per il fatto stesso di averle”?
GRAZIE
RISPOSTA
Gentile signora,
le lesioni di tipo spitzoide che comprendono il nevo di Spitz, nevo di Spitz atipico e il melanoma spitzoide possono in alcuni casi essere davvero di difficile diagnosi differenziale sia clinica che istologica. Quello che può accadere in questi casi difficili è che sottoponendo il caso a diversi anatomo-patologici si ottengono pareri diversi e questo perchè ad oggi non esistono sempre criteri assoluti e certi. Pertanto, in questi casi, si tende in genere ad agire per eccesso piuttosto che per difetto; quindi, se si tratta di un soggetto adulto si tende a considerare definitiva la peggiore delle diagnosi e quindi trattarlo come un melanoma. E’ anche chiaro però che ciascuno di questi casi difficili va ampiamente discusso tra il clinico che ha visto la lesione e l’anatomo-patologo di riferimento prima di stabilire la diagnosi definitiva e la gestione del caso.
Cordiali saluti,
Ketty Peris