DOMANDA
Gent.mo prof Sannia ho letto su un sito che l’uncaria tomentosa stimola, in maniera naturale, la produzione delle cellule killer, indispensabili all’organismo per le patologie virali e tumorali. Stimola cioè la produzione di linfociti T citotossici, delle cellule che sono capaci di distruggere le cellule tumorali, similmente agli interferoni. Volendo ricorrere ad essa per il mio problema (K prostatico), -dopo ovviamente aver sentito il mio curante- Le chiedo gentilmente di sapere se si tratta di una bufala o no e conoscere il Suo parere in merito.Grazie cordiali saluti
RISPOSTA
Va anzitutto detto che un estratto di uncaria per funzionare deve essere titolato e standardizzato in alcaloidi ossindolici minimo 3% e che il suo dosaggio giornaliero è di circa 6-7 mg di estratto per kg di peso corporeo. Esso va preso due volte al giorno (mattino e sera) preferibilmente a stromaco vuoto. In effetti la letteratura scientifica indica che l’estratto di uncaria stimola le difese immunitarie aspecifiche e in particolare le cellule NK, favorendo così l’eliminazione delle cellule devianti dall’organismo, Inoltre l’estratto possiede anche una valida azione anti-infiammatoria. La sua tossicità alle dosi che le ho detto è molto bassa, per cui può prenderlo con tranquillità. Le suggerisco di fare cicli di cura di 2 mesi intervallati da 3 settimane di sospensione.
Cordiali saluti
Antonello Sannia