DOMANDA
Sono stata chiamata per vaccinare mia figlia 12 anni. Sono molto dubbiosa per gli effetti collaterali.Llei ha fatto tutti i vaccini anche quelli non obbligatori ma per questo vaccino non sono tranquilla, puo’ darmi dei chiarimenti? Potra’ farlo magari tra due tre anni anche se so che è a pagamento? Grazie lorena
RISPOSTA
Gentile Signora,
I Papilloma Virus Umani (HPV) sono virus molto diffusi nella popolazione e risultano essere coinvolti nell’insorgenza d’infezioni della cute e delle mucose, in particolare del tratto genitale sia femminile che maschile. Ad oggi sono stati identificati circa 120 tipi differenti di HPV ; sono stati evidenziati sottotipi che più frequentemente sono implicati nel determinismo di lesioni pre-cancerose e tumorali del tratto genitale inferiore, questi sono circa 15 e vengono definiti ad alto rischio oncogeno.
E’ stato stimato che circa il 75% degli individui sessualmente attivi entra in contatto almeno una volta con l’HPV nel corso della vita. La trasmissione del virus avviene quasi esclusivamente per via sessuale, per contatto tra mucose genitali. Il virus una volta contratto, viene eliminato entro 3 anni nel 90% circa dei casi se è di tipo a basso rischio oncogeno, e nel 70% dei casi se si tratta di tipo ad alto rischio oncogeno. La sua persistenza è cofattore necessario per lo sviluppo del tumore del collo dell’utero; il DNA del virus è stato infatti riscontrato nel 99,7% dei cancri del collo uterino. Pertanto l’HPV è un virus molto diffuso; molte donne ne vengono in contatto, in tante viene eliminato, ma quando persiste può fungere da cofattore per lo sviluppo di lesioni pre-cancerose e cancerose del collo uterino.
Come tutti gli altri vaccini preventivi, il vaccino anti-HPV simula l’incontro naturale con l’agente infettivo per proteggere contro future infezioni, senza causare la malattia. Il vaccino anti-HPV contiene particelle simil-virali (VLPs), involucri vuoti costituiti da proteine virali, ma senza materiale genetico virale, che simulano fedelmente il Papillomavirus Umano e che sono in grado di generare la produzione di anticorpi nell’organismo senza provocare la malattia.
Di recente allo scopo di prevenire il carcinoma del collo dell’utero sono stai sviluppati due vaccini, uno bivalente, che ha quale obiettivo la prevenzione delle patologie pre-cancerose e tumorali cervicali dovute ai ceppi 16 e 18 (Cervarix), ed uno quadrivalente ,che, oltre alle patologie genitali dovute ai due tipi virali 16 e 18, è diretto anche contro gli HPV 6 e 11, principali responsabili dei condilomi genitali (Gardasil). Inoltre, il vaccino conferisce protezione verso altri tipi di HPV simili a quelli contenuti nel vaccino, per la cosiddetta “protezione crociata, ampliando la portata della prevenzione. In tutti gli studi condotti finora il vaccino ha dimostrato di possedere un buon profilo di sicurezza ed è stato generalmente ben tollerato. Reazioni nel sito d’iniezione e febbre sono stati i più comuni eventi avversi, osservati con maggior frequenza tra gli individui vaccinati con il vaccino anti-HPV , in confronto a placebo. È stata riportato un rialzo febbrile superiore a 38,9 °C (temperatura orale), entro i 5 giorni dopo la vaccinazione nell’1,5% della popolazione vaccinata con il vaccino anti-HPV rispetto all’1,1% del gruppo trattato con placebo. Recenti dati dimostrano anche in Italia come la vaccinazione è priva di effetti collaterali rilevanti, il tasso di segnalazioni di reazioni avverse è stato pari a 24 per 100.000 dosi vendute, e nessuna di queste è stata di grave entità.
È stato dimostrato che il vaccino anti-HPV ha un’efficacia vicina al 100% nel prevenire il cancro del collo dell’utero e le sue lesioni precancerose (CIN2 – CIN3), e le lesioni precancerose a livello vulvare e vaginale, nelle donne risultate indenni da precedenti infezioni di quel tipo di virus.
Saluti
Murina