DOMANDA
Buongiorno professore
mia figlia partorirà fra un mese e stiamo valutando l’opportunità o meno di procedere alla conservazione autologa del cordone ombelicale.Abbiamo le idee confuse a causa dei pareri discordanti in merito alla questione: lei cosa ne pensa?In caso affermativo poi come scegliere l’azienda più idonea e seria allo scopo?
Consultando Internet sembra si debba rivolgersi all’estero, perchè in Italia non è possibile conservarlo?
Vorrei comunque approfittare per ringraziarla per tutto ciò che ha fatto e continua a fare per la ricerca ed esprimerle tutta la mia stima. La rivista Ok, al quale sono abbonata dal suo esordio, è molto piacevole ed utile: tratta i diversi argomenti in modo fruibile a tutti, con leggerezza ma rigore scientifico.
Cordiale saluti e grazie per l’interessamento
Maria Grazia
RISPOSTA
Cara Maria Grazia , la conservazione autologa del cordone ombelicale in Italia, cioè per uso personale, non è ammesso, e l’unica strada aperta è appunto quella di affidare il sangue placentare a un centro estero. Il prelievo si può fare quindi anche in Italia ma non può essere conservato per uso proprio.
Io mi auguro che si possa organizzare questa operazione anche da noi, affidandola agli ospedali pubblici e affiancandole comunque la raccolta del sangue placentare destinato alla donazione. Proprio le nuove scoperte sul potenziamento delle cellule staminali potranno rendere possibile un doppio uso di questo sangue: quando nasce un bimbo (con parto naturale o cesareo, è uguale) , l’operazione è semplice e rapida: se la mamma acconsente, quando il cordone ombelicale è stato reciso un operatore esperto preleva in un’apposita sacca il sangue rimasto nel cordone ombelicale e nella placenta. Nessun disturbo per mamma e bambino, e il sangue prelevato diventa un prezioso deposito, conservato in azoto liquido a 196 gradi sottozero. In un prossimo e io credo vicino futuro, da ognuno di questi depositi si potranno ottenere sia le cellule staminali per garantire il neonato di oggi contro eventuali malattie che potrà sviluppare nel corso della sua vita, e nello stesso tempo dallo stesso prelievo si otterranno le cellule salvavita per un malato sconosciuto. Un affettuoso augurio a lei e alla futura mamma
Umberto Veronesi