DOMANDA
Buonasera, vorrei una valutazione sulla mia situazione, al fine di capire se è una situazione seria o rientra nella casistica.
Ho 29 anni, una miopia elevata -11/-13 dalla nascita che però è stata sempre più o meno stabile, vitreo molto degenerato e con distacco posteriore OS, ho subito un’intervento chirurgico di crioterapia a scopo profilattico su due aree degenerative periferiche sempre OS, nonostante tutto vedo 10/10 od e 6/7 os (ambliope). E’ una situazione che potrebbe portarmi alla cecità? il fatto di avere un vitreo così mal messo alla mia età potrà consentirmi di vivere la mia vita con la possibilità di vedere per sempre, o è per così dire l’inizio di problemi ben più seri? Finisco con il dire che faccio sempre controlli periodici!
Saluti, buon lavoro
RISPOSTA
Il messaggio più importante della sua mail è il finale:”Finisco con il dire che faccio sempre controlli periodici!”. E questa è e resta la sua migliore tutela.
E’ dunque ovvio che Lei abbia posto le stesse domande al suo Oculista e che abbia oggi le stesse risposte. Tutto sommato tranquillizzanti per il livello di efficienza dei risultati terapeutici dei moderni trattamenti sia profilattici (laser, crioterapia, eventuale cerchiaggio) per le lesioni degenerative periferiche sia di intervento per vitreoretinopatie trattive che abbiano prodotto danni retinici, effettivamente più frequenti, ed in età più precoce, nei miopi elevati.
L’OS vede di meno dell’OD: ma Lei è ambliope, dunque è una conseguenza del passato (e probabilmente di una anisometropia: può vedere qualche precedente risposta sull’ambliopia in queste pagine) e per una situazione di ambliopia miopica 6-7/10 è una capacità funzionale ben valida che Le consentirà di svolgere praticamente qualsiasi attività (patente auto con occhiali o lenti a contatto in primis).
Se poi la sua miopia fosse stata inquadrata in sindromi degenerative vitreoretiniche ereditarie [autosomica recessiva di Goldmann-Favre, dominante di Wagner o ad eredità legata al sesso] o a sindromi pluridismorfiche, ad esempio da patologia del connettivo come la s.di Stickler [per mutazioni nei geni COL11A1, COL11A2 e COL2A1] Lei me lo avrebbe scritto, documentando le manifestazioni nella sua famiglia, insieme all’inquadramento diagnostico del suo Oculista.
Da ultimo una riflessione non richiesta: se tollera bene occhiali e/o lenti a contatto, non si stupisca se troverà resistenza da parte degli Oculisti a trattare il suo caso con chirurgia rifrattiva.
prof. P.E. Gallenga