Varici arti inferiori

    DOMANDA

    Caro Collega,
    sono un collega di 82 anni portatore di varici agli arti inferiori; da buon medico ho sempre rinviato l’intervento anche perché non ho particolari disturbi. Due anni fa sono stato operato di stenosi del canale vertebrale, con protesi L4-S1 e scomparsa della notevolissima e dolorosa claudicatio. Il presente quesito è causato dalla presenza di una neuropatia sensitivo-motoria con sofferenza della radice L5 (sono diabetico di tipo 2 con glicosilata inferiore a 7) per cui temo che la sofferenza venosa possa complicare la neuropatia. Poiché ora si parla di interventi mininvasivi e senza anestesia, ti chiedo se, anche in considerazione della mia veneranda età, si possa ipotizzare un intervento, ovviamente dopo una visita da te, se riterrai ciò fattibile.
    Ti ringrazio e saluto cordialmente.

    RISPOSTA

    Carissimo, con gli interventi mini invasivi le complicanze della safenectomia sono state praticamente azzerate e questo permette di “allargare” le indicazioni anche a chi non è più un ragazzino. I pazienti di una certa età li candido ad intervento chirurgico solamente quando abbiano un’elevato grado di insufficienza ed un basso (o relativamente basso) profilo di rischio.

    Nel tuo caso specifico, la neuropatia non credo che benefici in se e per se del trattamento dell’insufficienza venosa bensì si allevieranno i sintomi legati a quest’ultima con pesantezza, prurito, edema. Inoltre l’insufficienza venosa inveterata può dare luogo alle ben note complicanze trombotiche, di alterazione del trofismo cutaneo o nel caso di cute sottile (anche se raro!) emorragiche e l’adozione di calza elastica diventa sempre più difficile con il passare del tempo.

    Quindi riassumendo non è mai troppo tardi per trattare con le nuove metodiche l’insufficienza venosa ma prima si risolvono meglio è!

    A presto.

     

    aodero