DOMANDA
Dottor Zanasi, volevo chiedere un consulto su un caso abbastanza complesso: la persona in questione un anno e mezzo fa ha subito un grave incidente in cui la rottura di più costole causò danni al polmone destro con conseguente versamento pleurico ematico, poi risolto senza conseguenze. Poco più di un mese fa, per atroci fitte allo sterno, la suddetta persona è stata ricoverata nuovamente e le è stato inserito un drenaggio da cui sono fuorisciti 4 litri e poco più di liquido pleurico contenente sangue, è stato analizzato, ma non si è trovato granchè, quindi dimissioni. Pochi giorni dopo è accaduto lo stesso fatto, il liquido si è riformato velocemente e sta volta oltre all’inserimento di un drenaggio è stata effettuata una toracotomia con conseguente sbrigliatura del polmone (hanno trovato varie aderenze dovute all’incidente e sporcizia, che hanno eliminato) e taccaggio, poi dimissioni. Ancora pochi giorni dopo la persona lamentava forti dolori in tutto il corpo da non poter nè respirare nè muoversi, a questo punto solita trafila pronto soccorso e ricovero e nuovamente inserimento del drenaggio, risultato: il polmone aveva collassato, nuovamente pieno di liquido e respirava con un polmone solo. Con il drenaggio i forti dolori sono passati, ma non del tutto. Ora i dottori hanno prelevato un campione di pleura e mandato in più laboratori, ma la biopsia da ben 3 settimane non da risultati certi, sono confusi e non riescono a diagnosticare nulla. Lei ha qualche consiglio?
RISPOSTA
gentile signora, da quello che racconta il caso è complesso, e senza disporre dei referti di tutte le indagini eseguite non è possibile avanzare ipotesi concrete. Certamente è importante , ai fini diagnostici, il referto istologico della biopsia pleurica eseguita, nel caso questa fosse negativa e non fosse posta alcuna diagnosi , suggerisco di sottoporre il caso ad uno specialista pneumologo, presso una struttura pubblica diversa da quella dove è stato seguito fino ad ora.