DOMANDA
chiari.mo dott. spaggiari mia nuora 33 ha subito il seguente intervento:31/03/11 laparoscopia diagnostico operativa:lisi di aderenze. Salpingocromoscopia:pervietà tubarica destra, tuba sinistra occlusa. rimozionedi IUDintraoperatoria. Si esegue prelievo di liquido peritonealeche si inviaper esame colturale. Esame colturale: negativo. questa è la diagnosi di dimissione.ieri 6 mio figlio l’ ha riaccompagnata in clinica(privata) perchè aveva la pancia gonfia a parte che da quando era rientrata a casa non era ancora andata di corpo , dall’ ecografia che le è stata fatta risulta che il liquido peritoneale si è riformato, che fare? gli è stato detto di controllare la temperatura corporea e se ha problemi di rifarsi vedere. è una situazione pericolosa? come si possono scoprire le cause della presenza di questo liquido? a quale specialista rivolgersi? il suo medico le ha detto che non può intervenire dicendole di rivolgersi dove è stato eseguito l’ intervento come venirne fuori? GRAZIE
RISPOSTA
Mi scuso per il ritardo nella risposta dovuta a impegni professionali all’estero. Il gonfiore addominale è una conseguenza dell’intervento laparoscopico con conseguente raccolta di liquido peritoneale. se il gonfiore è accompagnato da febbre e aumento dei globuli bianchi, ciò è indice di infezione; se invece non c’è febbre è l’indice di una infiammazione dei tessuti a seguito dell’intervento. E’ necessario a distanza di due settimane un controllo ecografico che permetta la valutazione della quantità di liquido presente. Cordiali Saluti