DOMANDA
Gentile Professore, mia madre,82 anni, in seguito a osteoporosi diffusa, ha avuto un crollo vertebrale delle L1 e L3, il 22/07 le è stata eseguita la vertebroplastica ma senza esito positivo, infatti quando è stata dimessa aveva ancora i dolori e il chirurgo le ha detto che le sarebbero passati presto, le hanno anche sospeso la terapia antalgica ( 3 tachipirine da 1000 die + targin 5 mg mattino e 10 mg sera). Successivamente i dolori sono aumentati (ovviamente ha ripreso con la terapia antalgica) e un mese dopo, alla visita di controllo dalle lastre è emerso che le erano crollate anche la L4 e la D12. Il chirurgo l’ha messa in lista d’attesa per fare un’altra vertebroplastica! Siamo preoccupati, abbiamo paura che possano crollare delle altre vertebre.
Lei cosa potrebbe consigliarmi? E’ solo un caso che siano crollate altre vertebre o è frequente che succeda in seguito a questo tipo di intervento? Tra l’altro mia madre soffre di “sindrome delle gambe senza riposo” che si presenta di notte, quindi si deve alzare e camminare un po’ per far passare il fastidio alle gambe,e non riesce a stare sdraiata per molto tempo. Infatti quando sta sdraiata non sente dolore ma quando si alza e carica sulla colonna soffre tantissimo!
In attesa di una sua cortese risposta la saluto cordialmente
M.P.Deriu
RISPOSTA
L’evenienza di cedimenti somatici multipli è possibile quando si è in presenza di una malattia sistemica come l’osteoporosi, l’osteomalacia od altre malattie che riducono la massa ossea. E’ fondamentale procedere ad una diagnosi differenziale, ovvero, tramite esami di laboratorio, individuare le possibili cause che hanno portato all’indebolimento dell’osso. Inoltre, in presenza di un dolore così importante, ed a maggior ragione in assenza di risultati dopo la vertebroplastica, consiglio l’applicazione di un corsetto rigido a 3 punti per ridurre il dolore ed il rischio di ulteriori cedimenti.