Vertigini oggettive

    DOMANDA

    Buongiorno,
    mi chiamo Matteo, ho 33 anni e la mia domanda riguarda le vertigini. Le prime vertigini si sono manifestate, che io ricordi, verso i 13/14 anni, con frequenza irregolare, potevano passare anche mesi tra una e l’altra. Raramente accompagnate da nausea. Dai 20 anni in poi sono diventate rarissime, anche 1 o 2 volte l’anno. La particolarità che ho sempre riscontrato (la stessa cosa capita a mia mamma) è l’apparente correlazione con l’assunzione di cibi come causa scatenante. Le garantisco che la pratica di arti marziali con capriole e le montagne russe piu impegnative non hanno mai scatenato alcuna vertigine, diversamente da quanto potevano fare cibi che il mio organismo sente evidentemente come “pesanti”. Ricordo, da ragazzino, anche se non si è piu verificato, una tazza di latte al cioccolato che ha scatenato in un paio di minuti una vertigine fortissima. Mi durano mezza giornata, max un giorno. Non ci sono acufeni nè altri apparenti disturbi. Temo sia una forma di reazione dell’organismo ma non capisco quale possa essere il nesso tra un cibo indigesto ed un problema all’apparato dell’equilibrio. Ho fatto visite dall’ottorino, anche audiometriche (l’udito è perfetto), elettro encefalogramma (regolare). Posso stare mesi o piu di un anno, mangiando di tutto, dolci compresi, e non accade nulla, poi, negli ultimi 7 gg ne ho avute 2 in cui non ho riscontrato “pesantezza” a livello di digestione diciamo. Mia mamma ne soffre come me. Ereditarietà?

    RISPOSTA

    Potrebbe trattarsi di una forma di vertigine emicranica. La familiarità materna e il rapporto con alcuni cibi e bevande, come la cioccolata sono elementi a favore. Importante sapere se lei o sua madre soffrite di cefalee di tipo emicranico. L’ ipotesi può essere approfondita con accertamenti vestibolari presso un centro specializzato. Se confermata, e se le vertigini fossero frequenti, possono essere prevenute con un trattamento medico sul tipo di quello usato per prevenire le crisi emicraniche.