DOMANDA
A mio padre, 74 anni, è stata diagnosticata la vescica iperattiva e la ipertrofia prostatica benigna.
Premetto che è affetto anche da malattia cerebrovascolare cronica: sindrome frontale.
Riporto sotto i risultati degli esami.
ECOGRAFIA PROSTATA (novembre 2015)
La prostata è di dimensioni aumentate (48x35x41 mm) ad ecostruttura disomogenea con volume di 36 cc e peso di 40 gr. In sede mediana, nodulo di 41x27x30 con peso di 20 gr da riferire ad adenomioma. Il mantello periferico si presenta disomogeneo su tutto l’ambito ghiandolare ma esente da tipiche lesioni focali, al limite del potere di risoluzione della metodica. Capsula prostatica integra. Vescicole seminali di dimensioni nei limiti.
ESAME URODINAMICO (2013, da ripetere)
Capacità vescicale ridotta, comparsa precoce dello stimolo minzionale (20 ml).
Contrazioni detrusoriali non inibite con fughe urinarie
Non eseguibile lo studio P/F.
Iperattività detrusoriale neurogenica.
RISULTATI FLUSSOMETRIA (novembre 2015)
Flusso massimo 9.3 ml/s
Flusso medio 5.3 ml/s
Tempo al flusso massimo 6.8 s
Tempo tra 5% e 95% 16.0 s
Tempo di flusso 18.8 s
Tempo di discesa 10.1 s
Tempo di svuotamento 18.8 s
Volume al flusso massimo 46 ml
Volume vuotato 100 ml
Accelerazione flusso 1.36 ml/s2.
È in terapia con Xatral da 4 mesi in sostituzione di Avodart che prendeva da circa 1,5/2 anni.
PSA 0.7 al 4/11/2015 mentre assumeva Avodart.
Gli è stato consigliato a novembre scorso l’intervento di TURP con eventuale botulino endovescicale.
Un secondo neurologo a cui ci siamo rivolti ritiene invece non conveniente l’intervento alla prostata bensì la terapia farmacologica con anticolinergici e alfalitici oppure la stimolazione.
Il neurologo ha mostrato incertezza sull’uso prolungato di anticolinergici perché farebbero perdere sul lato cognitivo.
Vorrei sapere gentilmente cosa è più opportuno fare in questi casi.
Grazie mille.
RISPOSTA
Buongiorno.
E’ impossibile rispondere in modo definitivo su cosa è opportuno fare nel caso di suo padre. Esistono sia la prova urodinamica che i sintomi di vescica iperattiva, ma non disponiamo della causa certa di tale iperattività. Da un lato un deficit frontale non dovrebbe interferire con la funzione vescicale, ma il condizionale è d’obbligo. Dall’altro la presenza di ipertrofia prostatica benigna (nell’esame definito con termine obsoleto adenomioma) può, se ostruente, condizionare un’iperattività detrusoriale.
A favore della causa neurogenica c’è la diagnosi urodinamica e l’uroflussimetria ancora discreta, a favore della causa istruttiva c’è l’ipertrofia con ‘disomogeneo mantello’ forse significato di esiti infiammatori. E’ in terapia con alfa-litico ed ha sospeso avodart: occorre sottolineare che i due farmaci non hanno lo stesso meccanismo d’azione: Xatral rilascia la muscolatura liscia della prostata, Avodart ne rallenta la crescita.
In tale situazione mi sembra più opportuno procedere per passi prudenti, iniziando con la terapia farmacologica e, in caso di fallimento, procedere anche a qualcosa di più invasivo. Inizierei con associare un inibitore della risposta iperattiva (esistono nuovi farmaci diversi dagli anticolinergici), associati a Xatral e Avodart, e vedrei nei prossimi 3-6 mesi come risponde alla terapia. Rifarei il punto dopo questo periodo d’osservazione.