vulvodinia cronica – blocco dei gagli impari

    DOMANDA

    Buongiorno dottore sono una giovane donna di 35 anni affetta ormai da quindici anni da vulvodinia ,malattia diagnosticata solo due anni fa in un centro specializzato in patologie vulvari. Da allora ho provato di tutto tens intravaginali (46 sedute) piu laroxil 12gg ,pelvilin forte, valium intravaginale in capsule,manipolazioni interne per allentare la tensione muscolare ecc… ma nonostante tutto continuo ad avere lo stesso identico dolore che ormai diventato costante e cronico….sono ormai disperata non so più come procedere…ho letto che blocco dei gagli impari può ridurre la sintomatologia …ha mai sentito parlare di questa pratica? Cosa ne pensa? Ci sono controindocazioni? Ha mai avuto casi come il mio di dolore cronico vestibolare?…se si come sono state curate ? Grazie per qualsiasi delucidazione sappia darmi

    RISPOSTA

    Gentile signora,
    il suo è certamente un problema che credo le abbia creato molte difficoltà nella vita di relazione e non solo. Interessante il fatto che la vulvodinia sia insorta due anni fa. Può l’esordio essere collegato a qualche evento successo circa due anni fa? Lei parla di tensione muscolare: solo a livello pelvi perineale o è un problema a carico di tutto l’organismo? Personalmente ultimamente ho seguito 5 donne per questo problema, alcune con con età anche superiore. Ho utilizzato il blocco del ganglio impari (o di Valter) in tutti i casi. In due casi in cui la sofferenza datava da oltre 10 anni non è stato sufficiente e si è dovuto passare a tecniche di neuromodulazione. La tecnica del blocco del ganglio prevede l’uso di Radiofrequenze pulsate. E’ una tecnica semplice che però si deve fare in sala operatoria per questioni di sterilità. In pratica si inserisce un ago e si eseguono dei controlli radiologici e poi si fa passare la corrente di RF nel ganglio. Non esistono controindicazioni al blocco all’infuori di infezioni o lesioni cutanee nella zona del coccige. Certamente andrà valutata ed esclusa la presenza di problemi al coccige. Utile potrebbe essere anche la manovra di Meige. Insomma, vorrei darle n po’ di fiducia. Ho visto pazienti uscire da questo problema. Personalmente ho 40 anni di Medicina del Dolore sulle spalle. Credo di poterle essere di aiuto. Comunque la vulvodinia è un quadro sempre complesso che richiede un ampio colloquio con la paziente. Si deve creare un vero clima di alleanza terapeutica che preveda un approccio a 360 gradi. Non è una tecnica da sola che può risolvere il caso ma l’azione combinata di più approcci coordinati da un esperto. Resto a sua disposizione
    dr Diego Beltrutti